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FAQ sull'eolico

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Le domande più frequenti nell'ambito degli impianti Eolici di piccola taglia



  • Che cosa è un impianto eolico?
  • Quali sono le modalità di connessione in rete dell’impianto eolico?
  • Quanto costa un impianto eolico?
  • Quanto può durare un impianto eolico?
  • E’ vero che gli impianti eolici sono pericolosi per gli uccelli migratori?
  • E’ vero che gli impianti eolici sono rumorosi?
  • Gli impianti eolici deturpano il paesaggio?
  • E’ vero che gli impianti eolici costituiscono fonte di interferenza elettromagnetica?
  • Di quanto spazio necessitano gli impianti eolici?



    Quali sono i vantaggi della tecnologia eolica?
    L'utilizzo della fonte eolica consente la coltivazione energetica di aree già utilizzate per altre colture o scarsamente utilizzate. In tal senso per quella categoria di mansioni che sono a stretto contatto con la terra decidere di installare un piccolo impianto eolico e trarne una rendita con i certificati verdi grazie all'utilizzo del vento è come se si stesse coltivando qualsiasi altro tipo di ortaggio, senza che lo stesso impianto ne limiti l'uso dello spazio a disposizione o ne modifichi la destinazione d'uso. E' anzi, una buona alternativa di guadagno consentendo alle  nostre campagne di avere un buon margine di sostentamento.
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    Che cosa è un impianto eolico?
    Un impianto eolico trasforma direttamente l’energia del vento in energia elettrica.
    Esso è composto essenzialmente da:
    • turbina eolica (comprendente torre, rotore, generatore elettrico) ;
    • inverter, che trasforma la corrente continua generata in corrente alternata, nel caso di generatori elettrici in corrente continua;
    • convertitori di frequenza che adattano la frequenza della corrente alternata generata con quella della rete alla quale ci si collega, nel caso di generatori elettrici in corrente alternata (caso più comune)
    • quadri elettrici e cavi di collegamento.

    La maggior parte delle turbine eoliche impiega alternatori a magneti permanenti: si tratta della configurazione più semplice e robusta.  Per le turbine ad uso domestico si trovano le seguenti configurazioni di alternatore: magneti permanenti, alternatore convenzionale a campo avvolto, generatore ad induzione. Esso rappresenta la parte attiva del sistema perché converte l’energia del vento in energia elettrica.
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    Cosa si intende per impianto eolico di piccola taglia?
    Sono da intendersi impianti eolici di piccola taglia quelli impianti la cui potenza non supera i 100kW. Il potenziale dell’eolico di piccola taglia è enorme rispetto a quelli di grande taglia, è deriva dalla disponibilità di gran lunga maggiore dei siti adatti, sia in termini di caratteristiche sia in termini di minore difficoltà di installazione.
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    Dove è possibile installare un impianto eolico di piccola taglia?
    Come per ogni tipologia di impianto eolico il requisito fondamentale per poter installare è la disponibilità della risorsa vento che non deve mai essere inferiore a 4m/s di media all’anno e preferibilmente superiore a 6m/s. Siti interessanti garantiscono intorno a 100 giorni di vento/anno (circa 2400 h/anno). Buone macchine consentono di utilizzare almeno il 95% del vento a disposizione.
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    Quali sono le modalità di connessione in rete dell’impianto eolico?
    Lo schema di connessione dell’impianto alla rete è definito dal gestore di rete a cui l’impianto deve essere connesso.
    E’ necessario pertanto fare riferimento alle norme tecniche rese disponibili dal gestore di rete locale (ad es. per la rete di ENEL Distribuzione le DK 5940 per gli impianti da connettere alla rete in BT, le DK 5740 per gli impianti in MT).
    Inoltre è possibile consultare la norma CEI 11-20 per la connessione in rete degli impianti di produzione collegati alle reti BT e MT.
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    Quanto costa un impianto eolico?
    Valori orientativi di costo di un impianto eolico vanno da 2500-3000€/ kW per gli impianti fino a 20kW.
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    Quanto tempo può durare un impianto eolico?
    Nelle analisi tecniche ed economiche si usa fare riferimento ad una vita utile complessiva di 20-25 anni. In particolare, il rotore, che rappresenta il componente economicamente più rilevante, ha bisogno di manutenzione anche se non particolarmente scrupolosa.
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    Sono preferibili quelli ad asse verticale o ad asse orizzontale?
    I rotori ad asse orizzontale hanno rendimento maggiore mentre quelli ad asse verticale sono indicati per il loro basso impatto visivo. Tra le diverse alternative di progetto è fondamentale la scelta del numero delle pale. I rotori degli attuali aerogeneratori hanno due o tre pale. I rotori a due pale sono meno costosi e girano a velocità più elevate, mentre quelli a tre pale presentano migliori proprietà dinamiche, poiché forniscono una coppia motrice più uniforme, e hanno una resa energetica leggermente superiore. Un'ulteriore alternativa di fondo nel progetto di un aerogeneratore riguarda la scelta di un rotore sopravvento o sottovento rispetto al sostegno.
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    E’ necessario condurre una campagna anemometrica per valutare la fattibilità?

    Per gli impianti di potenza maggiore di 100kW, quindi di media e grossa taglia è indispensabile condurre una campagna anemologica di almeno 2-3 anni per disporre con certezza di dati sulla risorsa vento tale per cui valutare la possibilitàdi installare un impianto eolico. Questa campagna in genere ha dei costi che possono essere giustificati solo nel complesso dell’intera spesa.   Per gli impianti di piccola taglia per intenderci il costo della campagna anemologica non avrebbe senso perché incide in larga misura sulla spesa totale dell’impianto stesso. Di solito ci si affida in questo caso a delle misure compiute a livello nazionale da diversi enti quali ANEV e sono disponibili al sito www.ricercadisistema.it
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    E’ possibile connettere un impianto eolico di piccola taglia in rete?
    La Delibera dell’Autorità per l’Energia n° 28/06 stabilisce le condizioni tecnico-economiche del servizio di scambio sul posto dell’energia elettrica prodotta da impianti alimentati da fonti rinnovabili di potenza nominale non superiore a 20 kW, ai sensi dell’art. 6 del Decreto Legislativo n. 387/2003.  Prima della attuazione della presente delibera ciò era possibile solo per gli impianti fotovoltaici ora è stato esteso a tutte le fonti di energia rinnovabile.
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    E’ possibile scegliere a quale fornitore di energia connettersi?
    Il D.LGS. n. 79 del 16/03/99 (Attuazione della direttiva 96/92/CE recante norme comuni per il mercato interno dell’energia elettrica), detto Decreto Bersani, ha posto le basi per la liberizzazione del mercato dell’energia elettrica in attuazione della Direttiva Europea 96/92/CE. In particolare ha sancito la possibilità alle aziende di poter scegliere a quale fornitore di energia elettrica potersi connettere. Per i clienti domestici è possibile dal 1/07/2007.
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    Quali permessi sono necessari per l’installazione?
    Per l’installazione degli impianti eolici di piccola taglia, il quadro normativo di riferimento prevede il coinvolgimento di più enti:
    - per il permesso a costruire (comune, regione, genio civile, ..);
    - per la commercializzazione (Gestore d rete, GRTN, ..);
    - per la connessione alla rete (Gestore di rete, UTF, ..)
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    Cos’è il V.I.A?
    La Valutazione di Impatto Ambientale (V.I.A.) è uno strumento di supporto alle decisioni. Si esplica attraverso una procedura amministrativa finalizzata a valutare la compatibilità ambientale di un’opera in progetto, attraverso un’analisi degli effetti che l’opera stessa esercita sulle componenti ambientali e socio-economiche interessate. La V.I.A. dovrebbe inoltre individuare gli interventi per mitigare e compensare eventuali impatti. Le grandi opere sono soggette a procedura di V.I.A.  nazionale.
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    Valutazione di Impatto Ambientale di piccole opere: E’ obbligatoria? Di chi è la competenza?
    Decidere se occorra sottoporre o meno a procedura di VIA le piccole opere (quelle che l’Unione Europea ha inserito nell’Allegato II della direttiva in quanto considerate di minor impatto), è questione delegata agli Stati membri.
    Con l’Atto di indirizzo D.P.R. 12.4.1996 l’Italia ha a sua volta delegato le regioni e le Provincie Autonome a disciplinare i contenuti e la procedura di V.I.A. per le opere dell’Allegato II. In particolare le tipologie progettuali sono suddivise in due categorie: opere da assoggettare a V.I.A. regionale (Allegato A), ed opere da assoggettare a verifica di esclusione dalla procedura di V.I.A. (Allegato B). Gli impianti eolici sono inseriti in Allegato B.
    Ogni Regione e provincia Autonoma avrebbe dovuto legiferare in materia entro nove mesi dalla data di pubblicazione del D.P.R. 12.4.1996 sulla Gazzetta Ufficiale
    Solo la regione Puglia ha stabilito che fino 60kW di potenza non è necessaria la V.I.A. ma è sufficiente la D.I.A. (Dichiarazione Inizio Attività). La Regione Toscana, con L.R. n. 39 del 24 febbraio 2005, ha assoggettato l’installazione di impianti eolici di potenza nominale da 5 kW fino a complessivi 50 kW a Denuncia di Inizio Attività (D.I.A.), costituente titolo abilitativo ai fini degli adempimenti in materia edilizia e di energia.
    La Regione Campania, con Delibera di Giunta n° 1955 del 30 novembre 2006, ha stabilito che per la realizzazione di impianti eolici di potenza fino a 1 MW i proponenti la costruzione richiedano al Comune interessato il titolo abilitativo ai fini urbanistici e trasmettano alla Regione una relazione tecnica dell’intervento, nonché la comunicazione della data di messa in esercizio dell’impianto.
    Altre regioni invece mantengono, fino a nuova delibera, il V.I.A. per qualsiasi taglia. Ciò naturalmente è un danno perché solitamente il V.I.A. incide non poco sulla spesa totale, è quindi per un piccolo impianto far fronte ad una spesa equiparabile col costo stesso della macchina non ha senso.
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    Gli incentivi sono legati alla potenza?
    No. Quello che è fondamentale è che l’energia prodotta annualmente sia sufficiente per poter accedere al meccanismo dei certificati verdi. Un CV vale 50 MWh ma viene concesso dal GRTN il criterio di arrotondamento commerciale, quindi è sufficiente che il proprio impianto produca 26000kWh +1 all’anno per avere un CV. Il secondo CV lo si ottiene a 26MWh +50MWh +1, e così via.
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    Esistono delle imposizioni fiscali?
    La delibera 28/06 stabilisce che sino a 20kW è possibile connettersi in rete usufruendo dello scambio sul posto,  oppure vendere l’energia ma senza nessuna imposizione fiscale ai sensi della L. 133/99; infatti non è necessaria la denuncia all’UTF in quanto non considerate officine elettriche. Se l’impianto è superiore a 20kW  oltre alla possibilità di consumare l’energia prodotta è solo possibile vendere l’energia ma non è data la possibilità dello scambio sul posto. Sono considerati officine elettriche è quindi è richiesta denuncia all’UTF, con la conseguente imposizione fiscale.
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    Per quanto tempo è possibile usufruire dei Certificati Verdi?
    La possibilità di ottenimento e relativa vendita dei CV è valida per i primi 12 anni di esercizio dell’impianto.
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    La manutenzione dell’impianto è onerosa?
    Per gli impianti di media-grossa taglia la manutenzione di solito comporta una stipula in fase di contratto tale per cui il costo si aggira sull’1,5% all’anno del costo della macchina installata. Per gli impianti di piccola taglia questa spesa si aggira intorno allo 0,5%-1% della spesa della macchina installata.
    Alla consegna di una macchina tutti i costruttori forniscono un manuale d’uso e di manutenzione. Generalmente le operazioni di manutenzione sono estremamente semplici e possono essere effettuate dall’utente stesso.
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    Cosa si intende per qualifica IAFR?
    Gli impianti che hanno diritto all'emissione dei Certificati Verdi hanno ricevuto la qualificazione IAFR (Impianti Alimentati da Fonte Rinnovabile) dal GRTN: sono impianti entrati in esercizio in data successiva al 1 aprile 1999, a seguito di potenziamneto o rifacimento totale.
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    Quanta energia può produrre un impianto eolico?
    L’energia prodotta da un aerogeneratore dipende essenzialmente dall'area del rotore e dalla efficienza aerodinamica dello stesso. Generalmente una turbina eolica che possa utilizzare la forza del vento che va da 3 m/s a 30 m/s può produrre mediamente 860 kWh all'anno per ogni m2 di corrente d'aria  intercettata. Un rotore eolico può avere una potenza nominale di 0,3-0,5  kW/m2. In Italia si produce energia elettrica con una efficenza del 22% circa della  potenza nominale installata (corrispondenti ad una media di 1900 ore di funzionamento all'anno).
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    Quali sono le dimensioni delle macchine eoliche?
    Dal punto di vista delle dimensioni, le macchine si suddividono in: macchine di piccola taglia (potenza 5-100 kW; diametro rotore 3-20 metri; altezza mozzo 10-20 metri); macchine di media taglia (potenza 100-800 kW; diametro rotore 25-50 metri; altezza mozzo 25-50 metri); macchine di grande taglia (potenza 800-2500 kW; diametro rotore 55-70 metri; altezza mozzo 60-80 metri).
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    E’ vero che gli impianti eolici sono pericolosi per gli uccelli migratori?
    I possibili problemi sulla fauna sono legati alla possibilità di urti dei volatili, specie di alcuni rapaci, contro le pale delle turbine. Le specie migratorie si adattano meglio alla presenza delle turbine, e comunque il numero annuo di collisioni è limitato. Un recente studio ha confermato che il numero di collisioni è inferiore di 4 ordini di grandezze di quanto non accada negli elettrodotti. In ogni caso il problema si riscontra in particolar modo negli impianti di grossa taglia. Si ricorda che gli impianti eolici hanno sempre trovato l'appoggio degli ambientalisti.
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    E’ vero che gli impianti eolici sono rumorosi?
    Le normative sull'inquinamento acustico prescrivono specifici limiti massimi di esposizione al rumore, differenziati per zone e fascia oraria. In particolare, nelle zone residenziali il limite massimo è di 55dB di giorno e di 45bB la notte. Le macchine più grandi producono livelli di emissione sonora maggiori, e questa aumenta con l'aumentare della velocità del vento. Ma è anche vero che anche il rumore di fondo generato dal vento stesso aumenta con la velocità, cosicchè oltre determinati valori di velocità il rumore prodotto dalla turbina viene di fatto mascherato dallo stesso rumore di fondo.
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    Gli impianti eolici deturpano il paesaggio?
    Gli impianti eolici sono scevri da alcune forme di impatto ambientale tipiche delle centrali termoelettriche convenzionali basate sull'impiego di combustibili fossili, quali la produzione di effluenti gassosi, liquidi e solidi. L'impatto visivo è essenzialmente un problema di percezione e integrazione complessiva delle turbine eoliche nel paesaggio. Infatti gli aerogeneratori, per la loro altezza (specie quelli di grossa taglia), sono visibili in qualunque contesto, anche se in misura più o meno evidente a seconda dell'orografia del territorio. Per ridurre l'mpatto visivo si possono utilizzare alcune soluzioni di mitigazione, come per esempio la scelta delle torri a traliccio nel caso in cui si voglia ridurre l'impatto visivo a lunga distanza (il traliccio a lunga distanza si donfonde con lo sfondo), oppure di quelle tubolari qualora si voglia ridurre l'impatto a breve distanza. Peraltro entrambe le soluzioni possono essere verniate con colori neutri e antiriflesso, al fine di armonizzarli con l'ambiente circostante. Di solito, in punti di oservazione particolarmente sensibili, è possibile introdurre appositi filari alberati.
    Comunque per concludere non sono da meno le migliaia di elettrodotti sparsi per l'Italia.
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    E’ vero che gli impianti eolici costituiscono fonte di interferenza elettromagnetica?
    Negli impianti di grossa taglia possono sorgere problemi in merito al possibile disturbo di natura elettromagnetica arrecato alle trasmissioni radio e TV. Oggi questo problema è stato brillantemente superato.
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    Di quanto spazio necessitano gli impianti eolici?
    Il rapporto fra la potenza installata e la superficie del territorio complessivamente richiesto per gli impianti eolici è dell'ordine di 10W/mq, ovvero 100kW/ha. Tanto per intenderci un impianto eolico di piccola taglia da 20kW occupa complessivamente 2000mq.
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